




Ensar Oud
Mongolian Musk
La Storia
Costruita sul muschio di cervo mongolo, questa fragranza lavora con uno dei pochi materiali rari quanto l'oud che lo accompagna. L'immagine da cui nasce è descritta senza giri di parole: un cervo sotto un albero in una giornata di inizio autunno, e un pu-erh fermentato, addolcito con miele e speziato con cannella.


Speziato
Una bancarella di spezie all'aria aperta
Pepe nero, cardamomo e bacche di pimento, secchi più che dolci, con un calore che pizzica in cima al naso prima ancora che tu abbia finito di inspirare. Non resta mai in sordina sotto qualcos'altro. La spezia alza la temperatura di qualunque cosa le venga messa accanto.


Animalico
Pelle, pelliccia e qualcosa di non del tutto domato
Una muschiosità grezza, calda come il corpo, che evoca pelle, capelli e pelliccia, a volte dolce e cipriata, a volte pungente e vagamente ferina. Nella sua forma migliore non si capisce dove finisca il profumo e dove cominci chi lo indossa. Quando è al massimo, è il motivo per cui alcuni si tirano indietro.


Legnoso
La grana secca del legno tagliato
L'odore di trucioli di cedro, sandalo e radici secche di vetiver, un calore levigato e resinoso con un lieve graffio da astuccio di matite. Trasmette solidità e compostezza: è la spina dorsale silenziosa che fa apparire un profumo serio e duraturo.


Dolce
Zucchero caldo a cui non sai dare un nome
Caramello, miele, zucchero filato: una dolcezza sospesa fra tutti e tre, che non si posa mai su uno solo. È l'attrazione gourmand, ciò che spinge qualcuno ad avvicinarsi più di quanto intendesse, calda e morbida, a mezzo passo dal commestibile.


Balsamico
Linfa d'albero diventata densa e dorata
Resine d'albero e ambra dorata, addensate fino a farsi sciroppo e sfiorate dalla vaniglia. Non brilla e non si muove: si posa, scaldando la pelle come la luce di una candela scalda una stanza, e resta lì a lungo dopo che le note di testa si sono spente.

Cannella
Calore dolce di corteccia, che irradia anziché pungere
Cos'è
Solo la corteccia interna ha valore. Se ne staccano strisce dall'albero, si arrotolano in cannelli e poi si distillano in corrente di vapore. La vera cannella dello Sri Lanka è quella delicata; la cassia, più grossolana e meno cara, è quella che riempie quasi tutti i barattoli da cucina.
Come odora
Calda, secca e dolce, con un bagliore rosso dato dalla cinnamaldeide e, dietro, un bordo che ricorda il chiodo di garofano. La vera cannella ha un odore più rotondo e lievemente floreale; la cassia morde. Asciugandosi diventa legnosa e balsamica, con un sussurro di cuoio.
In profumeria
Una nota di cuore, e il motivo per cui gourmand e orientali danno la sensazione di una stanza calda. Lavora con vaniglia, ambra, rosa, mela e tabacco, e tutto il segreto sta nella misura: un tocco regala bagliore, un briciolo in più punge.
Da sapere
Gli olandesi un tempo bruciavano le proprie scorte per tenere alto il prezzo, all'epoca in cui questa corteccia valeva più dell'oro e Ceylon meritava di essere conquistata per averla. La prudenza moderna è più prosaica: la cinnamaldeide sensibilizza la pelle, quindi la dose ha un tetto.
Carrubo
Baccelli mediterranei di cacao, caramello e cuoio
Cos'è
Da un sempreverde mediterraneo pendono lunghi baccelli bruni, pieni di una polpa dolce e amidacea. Tostati e macinati diventano il noto sostituto del cacao privo di caffeina; estratti invece con solvente, danno un resinoide scuro e viscoso.
Come odora
Cacao e caffè tostato, con il cuoio subito dietro. Più secco e meno dolce dell'assoluto di cacao, porta sotto una lieve punta fermentata che impedisce all'insieme di sembrare una caramella.
In profumeria
Nota di fondo negli accordi gourmand, legnosi e ambrati, dove aggiunge una profondità golosa senza zucchero. Le maison di nicchia ricorrono al suo lato di cacao e cuoio per scurire una composizione, più che per costruirci sopra un intero profumo.
Da sapere
Il carato viene da quest'albero: i semi di carrubo erano il peso di riferimento per le gemme. La vecchia storia secondo cui sarebbero straordinariamente uniformi è falsa. Variano come qualsiasi seme, e i mercanti sceglievano semplicemente quelli più vicini alla media.


Miele
Cera d'api e frutta secca che virano verso il selvatico
Cos'è
Le api concentrano il nettare dei fiori in uno sciroppo che profuma di ciò che hanno bottinato. Il miele grezzo non si presta a un'estrazione pulita, per questo la nota in un flacone è quasi sempre costruita con assoluto di cera d'api e molecole aromatiche.
Come odora
Denso e dorato, appiccicoso di frutta essiccata e cera calda, e mai del tutto garbato. Sotto la dolcezza scorre qualcosa di animale, più vicino alla pelle che a un barattolo. Spingendo la dose, vira al cuoio.
In profumeria
Un calore di cuore e fondo che arrotonda tabacco, fiori d'arancio, elicriso e cuoio, ne smussa gli spigoli e intanto vi introduce di nascosto il tepore del corpo. Gli orientali lo usano perché la dolcezza sembri vissuta anziché artefatta.
Da sapere
Gran parte di quel lato selvatico si deve a una sola molecola, l'acido fenilacetico, che odora insieme di miele e di sudore stantio e sconfina verso lo zibetto. In sovradosaggio il profumo prende l'odore di stalla, per questo i profumieri la pesano in frazioni minime.

Pepe Nero
Calore secco che punge e acuisce
Cos'è
I grani di pepe nascono verdi; è il sole a renderli neri e raggrinziti. Crescono su una liana rampicante, e il profumo si estrae con il vapore o con la CO2.
Come odora
Tagliente e secco, un morso che ti pizzica l'interno del naso. Sotto, legnoso e resinoso, con uno slancio agrumato. L'olio distillato è arioso; l'estratto alla CO2 profuma di un grano di pepe spezzato un attimo fa.
In profumeria
In apertura risveglia di scatto una fragranza, poi lavora più in basso come contrappunto a rosa, vetiver e ambra. Alcune si reggono soltanto su quel crepitio secco sopra il cedro, e si scopre che basta.
Da sapere
Un tempo il pepe si usava come moneta e si accettava come pagamento dell'affitto. E il piccante che senti in bocca è la piperina, troppo pesante per passare con la distillazione: così l'olio profuma di pepe senza bruciare affatto.

Tè Pu-erh
Tè invecchiato come un vino, umido e scuro
Cos'è
Pressato in panetti nello Yunnan e lasciato riposare, a volte per decenni, mentre i microbi lavorano la foglia. Quella lenta fermentazione è proprio lo scopo: il tè viene lasciato trasformarsi di proposito, anziché essere conservato fresco.
Come odora
Più sottobosco bagnato che tazza di tè: cantina umida, funghi, legno vecchio. Si apre verde e quasi floreale, diventa amaro ed erbaceo, poi si asciuga in una nota fumosa, con della frutta secca da qualche parte sullo sfondo.
In profumeria
Catturato come assoluto o ricostruito con altri materiali, lavora nel cuore e nel fondo, dove dona un peso terroso e contemplativo che il tè verde e il tè nero non sanno dare. Vetiver, cuoio e incenso gli stanno bene accanto.
Da sapere
La terrosità non è un aroma aggiunto. È un'autentica fermentazione microbica, lo stesso processo che dà vita al vino e al formaggio, e i panetti migliori continuano ad approfondirsi durante la conservazione per decenni.

Ylang-Ylang
Fiore tropicale scaldato dal sole, crema di banana e gelsomino
Cos'è
Un fiore giallo a stella, ricadente, colto a mano da un albero tropicale e tenuto nell'alambicco da quindici a venti ore. Il distillato si raccoglie a tappe, ciascuna una qualità diversa, dall'Extra giù fino alla Terza.
Come odora
Cremoso e inebriante, gelsomino su qualcosa di simile a una crema alla banana, attraversato da gomma e chiodo di garofano. La qualità Extra è quella luminosa, fruttata e speziata; le frazioni successive si fanno più profonde, più grasse e appena medicinali, e asciugano cerose e rotonde.
In profumeria
Nel cuore fa da ponte tra gelsomino, rosa e tuberosa, e impedisce alle note di testa agrumate di diventare esili. Porta il bouquet floreale all'interno dei classici aldeidati, ed è il motivo per cui un accordo solare di tiaré sa di tropici.
Da sapere
In Indonesia i fiori vengono sparsi sui letti degli sposi novelli. Il nome è tagalog, ilang-ilang: fiore dei fiori. Le corolle più profumate si colgono all'alba, quando sono ancora fresche.

Muschio Mongolo
Cioccolato, polvere e un caldo mormorio animale
Cos'è
Muschio di cervo dall'estremità più fredda del suo areale, le montagne boscose dove la Mongolia incontra la Siberia meridionale. I profumieri lo classificano rispetto al Tonkin, il materiale vietnamita con cui si misura ogni altro muschio.
Come odora
Più dolce di quanto ci si aspetti, quasi cioccolatoso, con terra e resina al di sotto e un calore asciutto e sabbioso vicino all'ambra grigia. Più torbido della leggiadria floreale del Tonkin, più morbido del selvatico grado siberiano. Si posa sulla pelle, non al di sopra.
In profumeria
Ne basta una traccia per tenere fermo per ore tutto ciò che gli sta sopra e per dare a una composizione il suo peso cupo, raccolto sulla pelle. Le maison interamente naturali lo accostano all'oud, dove la sua ossatura terrosa incontra il fumo a metà strada.
Da sapere
Quasi tutto ciò che oggi si vende come muschio è sintetico e non ha nulla a che vedere con il cervo: per questo, in un elenco di note, la parola ti dice così poco. Il Tonkin resta il riferimento; i gradi della taiga risultano più ruvidi, con più sentore di stalla.


Sandalo
Legno cremoso, estirpato con tutte le radici
Cos'è
L'olio più ricco si trova nelle radici, quindi l'albero intero viene sradicato, anziché abbattuto, e distillato in corrente di vapore. Mysore, nell'India meridionale, era la fonte classica, finché decenni di tagli eccessivi non hanno spinto gli alberi selvatici sull'orlo della scomparsa.
Come odora
Latte e legno caldo, con un lato rosato, quasi burroso, e nulla di tagliente. Ciò che sorprende è quanto poco si muova: nessuna apertura brillante, nessun colpo di scena nel fondo, solo lo stesso bagliore quieto per ore.
In profumeria
Svolge un doppio ruolo: come odore e come fissativo che tiene al suo posto la rosa o il gelsomino. Il sandalo viene anche classificato per qualità, e il durame vecchio più scuro, denso e carico di resina ha un nome tutto suo: carne rossa.
Da sapere
Un durame che valga la pena di raccogliere impiega circa trent'anni a formarsi. Oggi le piantagioni della stessa specie nell'Australia Occidentale forniscono la maggior parte dell'olio mondiale, vicino alla chimica dell'antico Mysore anche se non proprio alla sua cremosità.


Sandalo Indonesiano
La stessa specie di Mysore, cresciuta su isole più aride
Cos'è
Non può crescere da solo. Il sandalo attinge acqua e nutrienti dalle radici delle piante vicine, e a Timor e Sumba lo fa lentamente, formando il durame profumato che viene poi macinato e distillato.
Come odora
Cremoso e lattiginoso all'inizio, caldo e balsamico al di sotto, con un lieve morso acidulo e verde che il legno indiano non ha. È più secco e più tagliente del Mysore e, sulla pelle, cresce invece di svanire.
In profumeria
Nota di fondo e fissativo. È lui a levigare: i materiali taglienti posati sopra perdono gli spigoli, mentre rosa, gelsomino e oud trovano una base vellutata che li tiene al loro posto per ore.
Da sapere
Botanicamente è la stessa pianta del Mysore, quindi nulla nel DNA spiega la differenza. La spiegano il suolo, l'isola e l'età dell'albero. Quando l'India ha limitato le esportazioni, il legno indonesiano e quello australiano hanno colmato il vuoto.
Scorza di Massoia
Crema di cocco distillata dalla corteccia della foresta pluviale
Cos'è
Togli la corteccia a questo albero della foresta pluviale della Nuova Guinea, distillala a vapore, e ciò che ne esce profuma di crema di cocco. Quasi tutto il lavoro lo fa un solo lattone.
Come odora
Grasso, lattiginoso, cocco senza mezzi termini. In apertura pensa a scaglie tostate e latte caldo, una dolcezza quasi eccessiva, poi sulla pelle un morbido calore lattiero con una coda di frutta essiccata, vagamente di rum.
In profumeria
In cuore e in fondo dava ai gourmand, ai floreali tropicali e agli accordi da spiaggia il loro volume cremoso e la morbidezza di una pelle scaldata dal sole, accanto a tonka, sandalo e vaniglia. I moderni profumi al cocco e latte ottengono lo stesso effetto con altri lattoni cremosi.
Da sapere
Il test di sensibilizzazione non è mai stato portato a termine. Era troppo potente, e oggi sia l'olio di corteccia sia il lattone puro sono vietati dall'IFRA. Anche la corteccia papuana selvatica si sta diradando, perché raccoglierla uccide l'albero.

Oud Indiano
Il re del legno di agar, fermentato, cuoiato e animalico
Cos'è
Legno di agar dall'Assam, che i collezionisti chiamano Hindi. A fare di un oud un Hindi non è l'albero ma il metodo: il legno macera e fermenta per giorni, poi finisce in un alambicco di rame insieme all'acqua in cui è marcito.
Come odora
L'apertura non è graziosa: aia, pavimento di stalla, decisamente fecale. Concedigli venti minuti. Si risolve in un cuoio burroso, fieno secco, pepe nero e chiodo di garofano, poi in un fondo intenso e fumoso. Gli oli invecchiati aggiungono chai e frutta secca.
In profumeria
Ogni altro oud si misura con questo. L'intensità che fa fuggire i neofiti è esattamente ciò per cui pagano i collezionisti. La rosa è la compagna classica, il mukhallat arabo, anche se in pratica un olio Hindi di solito si indossa puro.
Da sapere
Il Cambodi è dolce e melato, il Borneo fresco di pino, il Thai medicinale. Solo l'India possiede il registro fermentato. Da giovane, un Hindi colpisce più forte; l'invecchiamento trasforma il funk in un cuoio liscio. Il volume non dimostra nulla: anche un olio preparato male alza la voce.


Oud Thailandese
Cuoio fumante, attraversato da un filo fruttato
Cos'è
Oud distillato in Thailandia, per lo più dalle foreste di confine orientali intorno a Trat, anche se gli alambicchi thailandesi lavorano più di una specie di Aquilaria. Il legno viene spesso invecchiato per anni prima ancora di arrivare in caldaia.
Come odora
Cova sotto la cenere invece di ardere: cuoio tannico, spezie calde e tabacco mielato, con un filo fruttato e luminoso che scorre al di sotto. Il bordo canforato lo mantiene tonico, quasi antisettico, e più in basso si posa un lieve calore animale.
In profumeria
Si colloca tra il dolce stile cambogiano e quello animalico hindi: profondità di cuoio affumicato senza il sentore di stalla, ed è per questo che vi ricorrono tanto i distillatori artigiani quanto i compositori di miscele. Gli oli di Trat sono i più ricercati di tutti.
Da sapere
Trat condivide con la Cambogia la catena dei Monti Cardamomo, così gli oli di confine possono richiamare la dolcezza khmer portando però molto più cuoio e fumo. Sono gli anni di invecchiamento prima della distillazione a smussare l'asprezza medicinale.
Carattere Olfattivo
La prima ora irradia calore, spezie e una dolcezza fermentata, con una proiezione di vera forza. Quando lo strato di testa si consuma, il tè pu-erh apporta una qualità umida di legno invecchiato, mentre lo ylang-ylang ammorbidisce il passaggio senza addolcirlo. Il fondo appartiene al muschio e all'oud in stretta collaborazione, stalla e resina premute insieme contro sandalo e massoia: resta vicino alla pelle ma lascia una traccia inconfondibile.
Quando Indossarlo
Pensato per la metà fredda dell'anno e per le serate in cui una fragranza deve essere scoperta piuttosto che annunciata, si addice a chi si sente a proprio agio con materie prime pre-profumistiche rese in una composizione moderna.
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L’atmosfera
Il Naso
Composto internamente.
La Maison
Oud artigianale puro, la vera materia resinosa, versata dalla bottiglia originale nella tua fiala.
Ensar Oud tratta l'agarwood come un vignaiolo tratta un unico versante di vigne antiche. Sono estratti densi, lenti, profondamente seri, costruiti attorno a oud invecchiati, ambra grigia e muschi animalici di cui la maggior parte delle persone ha soltanto letto. Una goccia sboccia per ore, passando dal fumo alla resina a qualcosa di caldo e vicino alla pelle.
- Origine
- New York, Stati Uniti
- Fondazione
- 2004, come Oriscent
- Nota per
- Oud di grado Sultani, muschio vero


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