


Nasomatto
Narcotic V
La Storia
Narcotic V. nasce da quella che Nasomatto definisce una ricerca sulla forza travolgente della seduzione femminile. Come per tutto ciò che porta la firma di Gualtieri, la formula resta segreta e si lascia all'effetto il compito di convincere.

Floreale Bianco
I fiori che senti da un capo all'altro del giardino
Gelsomino e tuberosa lo condividono: petali spessi e cremosi con una dolcezza matura, quasi animale, al di sotto, l'indolo che impedisce ai grandi floreali di sembrare mai educati. Verde ai bordi, frutto troppo maturo al centro, e più intenso sulla pelle calda.
Tuberosa
petali bianchi e cremosi, inebrianti e carnali
Un fiore bianco cremoso, intensamente dolce, con un sottofondo mentolato, quasi gommoso, vagamente carnoso. È carnale più che grazioso, il genere di fioritura che riempie una stanza e vi resta anche dopo che l'hai lasciata.


Animalico
Pelle, pelliccia e qualcosa di non del tutto domato
Una muschiosità grezza, calda come il corpo, che evoca pelle, capelli e pelliccia, a volte dolce e cipriata, a volte pungente e vagamente ferina. Nella sua forma migliore non si capisce dove finisca il profumo e dove cominci chi lo indossa. Quando è al massimo, è il motivo per cui alcuni si tirano indietro.
Tuberosa
Il fiore bianco carnale che si schiude dopo il tramonto
Cos'è
Recidi una tuberosa e non si ferma. Il fiore bianco e ceroso continua a produrre profumo per ore dopo la raccolta, ed è per questo che un tempo i profumieri stendevano i fiori su vassoi di grasso freddo per catturarlo. Oggi quel compito spetta ai solventi.
Come odora
Cremoso e burroso, con uno scatto fresco e mentolato in superficie e una linfa verde al di sotto. Dagli tempo e affiora qualcosa di quasi carnale, caldo e indolico, lievemente speziato di chiodo di garofano. È il fiore che molti trovano eccessivo.
In profumeria
Sta nel cuore e si espande verso l'esterno, tridimensionale come pochi floreali sanno essere. Gardenia, gelsomino, fiori d'arancio e cocco la completano. I grandi soliflore alla tuberosa restano il metro su cui tutti gli altri vengono misurati.
Da sapere
Per un chilo di assoluta servono dai sei agli ottomila chili di fiori freschi. Immagina un campo, poi una boccetta. È questa proporzione a collocare la tuberosa tra i floreali più costosi della profumeria.
Gelsomino
Il fiore bianco inebriante al cuore pulsante della profumeria
Cos'è
La raccolta si fa a mano, al buio, da prima dell'alba fino al mattino. I fiori sono troppo fragili per la distillazione, così un solvente ne trasferisce l'olio in una concreta cerosa, e un lavaggio con l'alcol ne ricava l'assoluta.
Come odora
Dolce, denso e mielato, con qualcosa di lievemente animale al di sotto. Il sambac è verde, luminoso, con un tono di tè; il grandiflorum è più fruttato, più cremoso, più pesante sulla pelle. Nel fondo entrambi diventano caldi e morbidi, con un muschio dai toni di fungo che si coglie solo da vicino.
In profumeria
Posto nel cuore, lega un'apertura agrumata ai legni sottostanti e dà volume a entrambi. Rosa, tuberosa, sandalo e muschio lo accolgono tutti bene. Non pochi profumi si reggono sul solo gelsomino.
Da sapere
Per un solo grammo di assoluta servono circa cinquemila fiori raccolti a mano: è tra le materie più costose della profumeria. Parte della sua profondità viene dall'indolo, che concentrato sa di decomposizione e diventa radioso nella traccia che il fiore porta con sé.

Giglio
Fresca tromba bianca, pepata sotto il polline
Cos'è
I veri gigli, genere Lilium: grandi fiori a tromba come il Casablanca e lo stargazer, capaci di profumare un'intera stanza. Spremuti non danno nulla di utilizzabile, così la nota viene ricostruita a partire da rilevazioni headspace effettuate sul fiore vivo.
Come odora
Un floreale bianco fresco e cremoso, con un bordo verde e ceroso e un inatteso slancio pepato. Una trasparenza acquosa si posa su qualcosa di mielato più in basso, scaldato dal polline. Sta a metà tra l'opulenza della tuberosa e la freschezza della magnolia.
In profumeria
Una nota di cuore che dà volume a un bouquet senza appesantirlo, aprendolo anziché riempirlo. Si accompagna a rosa, fresia, magnolia, note verdi e muschi morbidi, e regge da sola i soliflore di giglio.
Da sapere
Il mughetto (muguet, o giglio delle valli) è tutt'altra pianta, ed è anch'esso una ricostruzione: due note chiamate giglio possono quindi non somigliarsi per nulla. Una è una tromba. L'altra è uno stelo di minuscole campanelle.

Spezie
Un cassetto caldo di semi essiccati e cortecce
Cos'è
In questa famiglia tutto è stato essiccato prima di diventare utile: corteccia, seme, bocciolo, radice, bacca. Chiodo di garofano e cannella, pepe e noce moscata, cardamomo e zenzero, ciascuno distillato a vapore o spremuto finché il calore non esce sotto forma di olio.
Come odora
Prima un calore secco, poi le differenze: pepe e zenzero pizzicano, la cannella si fa dolce e legnosa, il chiodo di garofano arriva con quel morso scuro, medicinale. Sotto, qualcosa di resinoso e leggermente amaro. Si arrotonda man mano che si scalda sulla pelle.
In profumeria
La spezia è attrito. Un pizzico nel cuore impedisce a un'apertura agrumata di farsi troppo educata e a una base ambrata di diventare sciropposa, ed è per questo che compare così spesso accanto a rosa, tabacco e legni.
Da sapere
La noce moscata cresceva su un piccolo gruppo di isole del Mar di Banda e in nessun altro luogo, e questo rese lei e il chiodo di garofano tanto preziosi da far salpare flotte e scatenare guerre. Venezia, Lisbona e Amsterdam trattenevano una quota su ogni libbra.
Carattere Olfattivo
Si apre con la tuberosa a pieno volume, cerosa e indolica, mentre il gelsomino si intreccia sotto con un peso mielato, quasi carnale. Le spezie introducono attrito e impediscono al giglio di ammorbidire la composizione verso la dolcezza. Man mano che si assesta si avvicina alla pelle, e diventa qualcosa di più intimo e corporeo che floreale.
Quando Indossarlo
Serate di primavera e d'estate, quando il calore amplifica i floreali bianchi; si porta come una presenza, non come un accessorio. Da provare sulla pelle prima di qualsiasi flacone intero.
Scegli le opzioni



L’atmosfera
Il Naso
Alessandro Gualtieri
Fondatore e profumiere
Profumiere italiano che ha iniziato in un laboratorio di fragranze tedesco, poi ha creato profumi per Fendi, Versace e Helmut Lang prima di fondare le proprie maison ad Amsterdam, Nasomatto e Orto Parisi. Le compone lui stesso, tra cui Nasomatto Black Afgano, Nasomatto Silver Musk, Orto Parisi Megamare e Orto Parisi Bergamask.
Altro da questo nasoMegamareBlack AfganoBaraonda
La Maison
Gli extrait senza parole di Gualtieri. Nomi brevi, ombre lunghe, flaconcini piccoli.
Nasomatto tratta un flacone meno come una fragranza e più come una sostanza da custodire dietro un vetro, concentrazioni extrait dense che virano verso l'animalico, il resinoso e un po' il disobbediente. Un Nasomatto entra nella stanza prima come odore e poi come profumo.
- Origine
- Amsterdam, Paesi Bassi
- Fondazione
- 2007
- Conosciuta per
- Black Afgano, Baraonda


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